Linear Controlled Rocking Device

F.A.Q.

Le domande più frequenti su Licord

In caso di catene metalliche esistenti, in quali condizioni può essere ipotizzato l’inserimento del dispositivo LiCoRD?

Due differenti tipologie di catene è possibile ritrovare in un edificio esistente in muratura (URM) con due principali funzioni: (I) ridurre o limitare la spinta statica delle volte, archi o tetti, (ii) evitare meccanismi di ribaltamento fuori piano delle pareti (OOP). Il primo problema si riferisce alle azioni statiche verticali (di gravità) che dovrebbero essere affrontate prima dell’adeguamento sismico; mentre il secondo riguarda il comportamento sismico degli edifici URM. LiCoRD è un dispositivo antisismico progettato per controllare i meccanismi di primo modo o locali e gli sforzi assiali gravanti sui tiranti metallici quando si presenta un terremoto, per questo motivo è direttamente correlato con il secondo problema.

Vi possono essere però casi in cui il tirante ha un principio di funzionamento misto statico/dinamico, come ad esempio tiranti in acciaio posti alla sommità di una parete in muratura con spinta destabilizzante del tetto.  In assenza del tirante possono verificarsi crolli delle porzioni di muratura che sostengono la copertura, a causa delle forze sismiche ulteriormente amplificate dall’effetto destabilizzante generato dalla spinta della copertura.

Anche in queste condizioni il dispositivo LiCoRD è in grado di affrontare sia spinte statiche che dinamiche, grazie ad un sistema combinato di pretensionamento (Vincolo a fusibile) e dissipativo (ammortizzatore/molla lineare)

In condizione di comportamento monolitico del paramento murario, per quali valori di snellezza (rapporto altezza/spessore) della parrete si può garantire, con l’intervento Licord, l’assenza di fessurazione?

La sperimentazione condotta su diversi campioni, non ha evidenziato alcun comportamento flessionale del muro per valori di snellezza anche superiori a 10 con riferimento ad una tessitura muratura regolare e 6 -7 per muratura a tessitura caotica. Tuttavia è chiaro come i numerosi fattori di incertezza dipendenti dalle caratteristiche meccaniche della muratura, dei giunti di malta, dall’età, tecniche realizzative, tipo di azione devono essere considerati in fase di progettazione dell’intervento.

In caso di paramento murario disomogeneo (murature in pietrame disordinata, a sacco, etc) Quali scenari potenziali si possono considerare? Il comportamento monolitico è definibile solo in caso di pareti opportunamente consolidate?

La campagna sperimentale condotta dal gruppo di ricerca dell’Università di Pisa su un fabbricato in muratura situato nel comune di Volterra ha evidenziato come, anche per una muratura a tessitura disordinata e antica, il comportamento a corpo monolitico rigido è ben visibile e conservato anche in regime dinamico. Naturalmente la condizione di monoliticità è necessaria per considerare significativi il modello e il progetto del dispositivo, come del resto richiesto nel progetto delle classiche catene metalliche. (paper al link https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/eqe.3119 )

Come può essere modellato il comportamento delle volte (sia strutturali e sia le volte di controsoffitto) confinate dai paramenti mediante l’intervento Licord?

Gli archi e le volte possono essere inserite nella modellazione attraverso vincoli elastici a rigidezza variabile linearmente e non linearmente secondo modelli disponibili in letteratura, (ad esempio quelli nell’articolo riportato al link:

http://www.techno-press.org/content/?page=article&journal=eas&volume=12&num=4&ordernum=4e nella tesi di dottorato di L Giresini dal titolo ” Modelling techniques and rocking analysis for historic structures: influence of vaulted systems in the seismic response of churches” disponible su richiesta. Auspicabilmente in futuro effettueremo prove sperimentali in cui verrà considerato anche il contributo di archi e volte interagenti con il muro da proteggere tramite il dispositivo LiCoRD.

In merito alla classificazione dell'intervento il sistema LiCoRD, da solo, può già rappresentare un miglioramento globale o il suo contributo è soltanto di natura locale. Di fatto, il dispositivo non introduce rigidezze significative e neanche aggrava i carichi in fondazione (i due aspetti che contempla la norma), riducendo gli spostamenti. In tal senso, la sola introduzione dei dispositivi può certificare già un aumento della capacità globale?

Secondo la norma le verifiche locali sono prioritarie rispetto a quelle globali e queste ultime hanno senso solo quando si scongiurano moti fuori piano, o comunque se ne definisce un congruo livello di sicurezza. In tal senso, l’intervento LiCoRD garantisce la sicurezza nel fuoripiano di fatto modificando il comportamento anche globale della struttura, poiché le connessioni tra gli elementi verticali e orizzontali diventano più efficaci. Ciò non esonera, tuttavia, dalla necessità di effettuare un’analisi globale dell’intero edificio, laddove la norma e il buon senso lo richiedano.

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In quali condizioni può essere ipotizzato l’inserimento di LiCoRD?

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